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Diversi da chi? Così etica e inclusione migliorano l’attraction in azienda


Al culmine di un anno tra i più complessi di sempre per l’occupazione e l’organizzazione del lavoro in azienda, quale scenario attende chi si occuperà di ricerca e selezione del personale nel 2021? Dalla pandemia avremo un nuovo recruiting? Siamo andati a scoprirlo sul campo. Coinvolgendo oltre 10mila persone in tutto il mondo tra specialisti HR e candidati compresi tra i 18 e i 67 anni. Il risultato è il Future of Work. Scarica ora l’indagine completa.   SCARICA L’INDAGINE INTEGRALE (PDF)   Chiude l’indagine 2021 sul futuro del lavoro un dato tutt’altro che positivo: quello relativo alla sensibilità delle imprese sui temi della diversità e dell’inclusione. Il ritardo penalizzante sulla Diversity&Inclusion. Una sensibilità che non sembra essere all’altezza delle aspettative di chi nel 2021 cercherà lavoro. Due i dati contenuti nel Future of Work che fotografano alla perfezione questo ritardo: 45% e 37%.

  •  45%: sono i candidati che a livello globale si aspettano di conoscere, prima di candidarsi, gli sforzi dell’azienda in materia di diversità e inclusione.
  • 37%: è la percentuale delle aziende che riconosce di non avere attuato politiche di Diversity & Inclusion.

Peggio di noi soltanto la Francia. E non va affatto meglio in Italia, con il 43% delle aziende che non ha politiche attive di Diversity & Inclusion. Peggio di noi soltanto la Francia, con il 45%.   NON FERMARTI ALLA SUPERFICIE. SCOPRI IL DOCUMENTO INTEGRALE FUTURE OF WORK 2021. SCARICALO ADESSO: https://monster-it.jebbit.com/6duszvyw?L=Owned+Web