Pagina iniziale / Gestione del Personale / Ritorno alla produttività post-Covid: welfare, mantra e coaching nelle scelte delle aziende

Ritorno alla produttività post-Covid: welfare, mantra e coaching nelle scelte delle aziende

di Valerio Sordilli, giornalista e Monster contributor

 

Il rientro in ufficio dopo le vacanze è sempre un shock. Figurarsi dopo le vacanze che seguono un lockdown e un periodo tanto lungo e tanto carico di ansie e stress. Il tema della ripartenza è pertanto focale in queste settimane anche e soprattutto per gli specialisti delle risorse umane, impegnati, come saranno, su più versanti: dalla riorganizzazione degli spazi, alla gestione della sicurezza; dalla motivazione del personale da remoto fino ad aspetti più operativi come la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Gli scenari post Covid impongono quindi alle imprese scelte coraggiose in termini di welfare; consigliano di implementare le formule di assistenza sanitaria integrativa e tutte quelle misure che puntano al miglior work-life balance possibile.

Meno stress, più produttività al lavoro

Le aziende hanno acquisito ormai la consapevolezza che per ridurre gli ostacoli alla produttività devono creare le condizioni affinché lo stress lavorativo sia il minimo possibile. Lo conferma una recente analisi, ripresa anche dalla stampa italiana, secondo cui il 25% dei manager e dei Ceo “richiedono coaching relativi a ‘Happiness at work e benessere psicologico dei dipendenti’ per avvicinarsi a loro, comprenderli meglio, leggerne i bisogni in modo da implementare la capacità di influenzare positivamente ed essere rispettati e riconosciuti come leader di valore”.

Inseguendo il proprio mantra

E sono tanti gli esempi di queste settimane che confermano gli orientamenti delle aziende italiane. ABmedica, per citarne una, ha trasformato il consueto evento aziendale in due intere giornate di attività live e on demand.
AB Saturday&Sunday, l’hanno chiamato, ed è servito per fare ritorno alla socialità virtuale con video, laboratori, momenti live di fitness e yoga. Proprio lo yoga, sì. Che secondo molti è una mano santa, in azienda, perché aiuta a gestire lo stress da rientro grazie a un riconoscimento delle emozioni, salva dal disorientamento, ed è un valido supporto alle performance aumentando il livello di concentrazione.

Dal capitale umano la sola energia che serve all’azienda

Oggi più che mai emerge la necessità di lavorare con il capitale umano vitale e creativo”, sostiene Simona Santiani, fondatrice di myHARA. Le aziende cercano supporti alternativi. Il metodo Energyogant gliene propone uno davvero particolare, puntando a sostenere l’energia e la vitalità dei dipendenti: corpo fisico, mentale ed emozionale viaggiano all’unisono.

Ma non solo dallo yoga arriva quell’energia, certo. Il discorso riguarda più in generale il benessere psicofisico; un elemento su cui le aziende, e le loro persone, hanno iniziato a riflettere più seriamente da quando l’emergenza ha imposto loro di rivedere ogni cosa: dalle abitudini ai modelli di business. Costringendo tutti ad esplorare nuove frontiere

Come quelle offerte da Massimiliano Monaco, founder di 6Più e coach motivazionale, oltre ventimila presenze nei suoi seminari, condivisi da giganti come Poste Italiane e Banca d’Italia, tanto per fare due nomi. “Dopo tutta questa sofferenza, dopo tutte queste rinunce – spiega – si è raggiunta una maggiore consapevolezza che un corretto stile di vita aiuta le persone a vivere di più. E meglio. In questo senso il vaccino anti-Covid esiste già, si chiama ‘Stile di Vita Sano’, ed è gratis per tutti”.

Nel suo caso il modello esportato in azienda prevede un programma di coaching motivazionale, pensato per aumentare la soddisfazione e il benessere dei dipendenti, avviandoli a uno stile di vita sano e appagante. E produttivo, anche, visto che a offrirlo è il datore di lavoro.