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L’azienda? Ora si racconta con lo Storytelling. Così Monster cambia l’employer branding e col reportage “consegna” l’impresa ai candidati

Ecco come si anticipa il bisogno di trasparenza delle nuove generazioni e si accresce l’affidabilità sul giudizio di un’impresa

L’azienda? Ora si racconta con lo Storytelling. Così Monster cambia l’employer branding e col reportage “consegna” l’impresa ai candidati

Che poi già riuscire a dire cosa si intende per comunicazione d’impresa, non è mica roba da niente. Non è mica che ti metti lì, raccogli due idee, scomodi qualche esempio, e in un attimo spieghi quello che hai in testa.

Figurarsi allora provare a raccontare come la fai, oggi, comunicazione d’impresa, che razza di complessità questo gesto si porti appresso. Sforzo che risiede più che altro nell’individuazione di un punto comune a tutti, dal quale partire per illustrare il lavoro calibrato sul messaggio che di una certa azienda ti sei ricavato. O nel descrivere per esempio la scintilla che sta alla base dei processi che attivi, perché quel messaggio custodisca poi una certa coerenza con la storia dell’impresa che hai di fronte. Oltre a un criterio, un significato e infine pure un gusto universalmente riconosciuti. Ma anche come individui l’angolo di osservazione che ti sembra migliore per trasferire agli altri quei concetti così chiari, perché siano pronti ad affrontare il mare di parole al vento che rimbalzano dalla rete ai social per poi farne ritorno sotto forma di verità inossidabili. Insomma è complicato, via.

Però va fatto. Perché è utile, e perché siamo qui per questo, dopotutto: cercare di spiegare cosa sia, tecnicamente, la Soluzione Storytelling appena lanciata da Monster. Perché è chiaro a quel punto che è solo per semplicità se, per descrivere tutto un metodo complesso di comunicazione, ci si serva di un concetto, uno solo, che oramai appartiene alle masse – che gli è sempre appartenuto, a dire il vero, ma mai con tanta consapevolezza – e che questo concetto sia, appunto, Storytelling.

Tolta questa, non è che ce ne siano mica parecchie altre di parole di così largo consumo che racchiudano in sé una tale quantità di gesti e tutti tanto precisi. Gesti che vanno dalla parola scritta, a un certo tipo di immagini, fino alle riprese video di cose e persone; tutto filtrato dalla “voce” di una terza figura che con questa Soluzione Storytelling entra in gioco per la prima volta nella comunicazione d’impresa. Come una specie di narratore, ma più autorevole.

Perché si dà il caso che lo storyteller che Monster ha introdotto con questa soluzione pensata in chiave Employer Branding, sia, alla base, un giornalista professionista. E che l’approccio a ogni “racconto d’impresa”, se così si può dire, venga quindi forgiato nelle tecniche del giornalismo professionale. Del reportage, per essere giusto un filo più precisi.

Cosa vuol dire? Che il lavoro di indagine sull’impresa non inizia con la conoscenza dell’azienda, il giorno in cui il racconto prende forma. Ma parte da più lontano. Da un’analisi poggiata su un’approfondita raccolta di dati e documenti che servono solo a conoscere meglio il perimetro d’azione dell’impresa. E a stabilire, una volta lì dentro, su quale aspetto, tra i tanti, accendere il riflettore. Domande calibrate a far emergere tutti gli elementi in grado di attrarre un candidato. Temi che vengono poi valorizzati e inseriti in un canovaccio comunicativo che da queste parti, per il solo gusto di richiamare alla mente qualcosa che viene tagliato su misura per qualcuno e non più replicabile, ci piace definire sartoriale.

Una troupe composta da almeno tre professionisti, tra videomaker, fonici e tecnici del video, saranno il supporto visivo di questo prodotto che non solo va incontro, ma anzi anticipa le esigenze dell’ultima ondata di Millennials e dei ragazzi della Generazione Z pronti all’ingresso nel mondo del lavoro. Quel bisogno di trasparenza e onestà, meglio se filtrata da qualche giudizio autorevole, che caratterizza ogni aspetto della vita post social network e che non ha risparmiato la sfera del recruiting.

Il risultato è un contenuto di assoluto valore, che si compone di un Company Profile – una sorta di reportage dal fronte – diviso in sezioni chiare e ragionate per rispondere alle esigenze dei candidati di riferimento; un video di pochi minuti, racconto in immagini dei momenti di vita all’interno dell’azienda; delle video-pillole di poco più di un minuto, frammenti di testimonianza diretta pensati la diffusione sui canali social e infine una impaginazione efficace sulla piattaforma Monster.it, area di destinazione privilegiata, sulla quale transita un’utenza targettizzata che pochi altri player, in ambito digital recruiting, sono davvero in grado di offrire.