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“Il nostro candidato ideale ha un DNA preciso, e la passione per gli altri è alla base di questo codice”

Dal dipertimento HR di Bricocenter Italia ecco Sara Cicognani. Scopriamo il dietro le quinte del colosso italiano del fai da te, tra employer branding, istinto e... "responomia".

“Il nostro candidato ideale ha un DNA preciso, e la passione per gli altri è alla base di questo codice”

Come sarebbe a dire “regista teatrale”!?

Beh, sì, se mi chiedi come finisce una bambina a fare quello che faccio io in un’azienda come questa, devo per forza partire da lì!

La prima, vera riflessione che ci consegna Sara Cicognani sul suo modo di intendere le relazioni umane è: non smetti di essere un intervistatore, se per una volta sei tu l’intervistato. Cercavamo di accedere a un lato inedito di chi in Bricocenter Italia ADEO coordina i processi di Talent Acquisition e Employer Branding, e ci è bastato osservare un volto molto attento e qualche leggera flessione del sopracciglio per capire cosa ci si aspetta dall’esterno in quel dipartimento. Ascoltare domande calibrate al millesimo, resta evidentemente una delle prerogative per chi in Bricocenter Italia tenta ogni giorno di reclutare i migliori talenti in circolazione. Che davanti ci sia un giornalista a caccia di curiosità o un candidato in cerca di un posto, non fa alcuna differenza.

 

 

Insomma cos’è questa storia del regista teatrale? Ci spiegavi come diavolo fa una bambina ad occuparsi di talent acquisition per un’organizzazione che, tra le altre cose, vende trapani e bulloni, e siamo finiti lì. Ce la spiegheresti meglio?

Certo. Molto semplicemente da bambina volevo fare la regista teatrale. Poi, alle superiori, è arrivata la folgorazione per il mondo della psicologia sociale. È questa grande passione per le relazioni, e per le persone in generale, che mi ha portato a prendere una strada diversa che, poi, col tempo, mi ha condotto fin qui. In un’azienda che, è vero, tra le altre cose vende viti e bulloni, ma che è composta anche da tanto, tantissimo altro. Soprattutto valori. Perché questa resta prima di ogni altra cosa un’azienda dove al centro c’è una persona. Una di quelle che vuole fare da sé.

 

Circa millecinquecento collaboratori, sparsi tra l’headquarter e i punti vendita del gruppo. Una platea di professionisti piuttosto vasta, per la quale immaginiamo si attivino processi di selezione differenti. Ma c’è una caratteristica, su tutte, che proprio non può mancare tanto negli uni quanto negli altri?

Un elemento che li riassuma tutti direi di no. Però in Bricocenter abbiamo costruito insieme a collaboratori e clienti il DNA del nostro collaboratore-tipo, ovvero un insieme di elementi, di attitudini e di caratteristiche personali, ma anche di motivazioni e “spinte” che, in quel caso sì, accomunano tutti i collaboratori a prescindere dal ruolo a cui sono destinati o che svolgono in azienda. Ad esempio, in un collaboratore Bricocenter non potrà mai mancare una forte passione per le persone. Un aspetto fondamentale per un’azienda di prossimità come la nostra.

 

Con queste aspettative dev’essere una bella sfida, per voi, quella di avvicinarsi il più possibile al target di riferimento. E Monster in questo quanto vi è d’aiuto?

Beh, viste le premesse più che di target di riferimento parlerei proprio di caratteristiche, intese come DNA complessivo del candidato. È lì che risiede la nostra sfida quotidiana più grande. Nella capacità cioè di individuare non una, ma una serie di attitudini in un singolo candidato. Qualità che vanno dalla famosa passione per gli altri, all’imprenditorialità, fino a quella che noi chiamiamo la “responomia”, ovvero la capacità di essere autonomi e responsabili nel proprio perimetro di azione. E in questo Monster ci è stato di grande aiuto. Fino ad oggi, supportandoci quale piattaforma di diffusione delle nostre opportunità professionali, ovvero le nostre posizioni aperte, ma è in futuro che lo sarà sicuramente di più. A breve infatti daremo avvio insieme a un progetto che prevede il lancio della nuova piattaforma di candidatura che permetterà ai candidati di proporsi in modo più facile e veloce e mettere meglio in evidenza il proprio profilo e le proprie skills.

 

Strumenti di questa portata sono fondamentali, ma immaginiamo che l’istinto faccia ancora la differenza in un mestiere come il tuo. O no?

Come in tutti i mestieri credo che un buon lavoro nel mio ambito sia il risultato del giusto mix di attitudine, esperienza e continua formazione. Certo, un po’ d’istinto male non fa, ma farsi guidare solo dall’istinto, per chi fa il mio mestiere, è estremamente pericoloso.

 

Un tuo collega, tempo fa, ci confessava che la vera differenza col passato, il mondo del recruiting la fa registrare nella domanda di trasparenza che arriva dai candidati. In che modo il tuo dipartimento soddisfa questa domanda di trasparenza?

Con l’esemplarità, prima di tutto. Nel momento in cui andiamo a incontrare le persone, quello che facciamo è cercare di raccontare nel modo più trasparente e chiaro possibile gli aspetti migliori ma al tempo stesso anche i limiti che un lavoro nel retail può determinare. Già dimostrando chiarezza e trasparenza dai un messaggio di ciò che ti aspetti dall’altra persona. In più, diamo un feedback ai candidati ad ogni step di incontro. Che sia telefonico, via skype, o face to face, le persone ricevono feedback sul colloqui e li ricevono, soprattutto, in tempi brevi. Un po’ è come se le regole del gioco si chiarissero da subito.

 

La trasparenza come strumento di employer branding, insomma. E gli altri, per Bricocenter, quali sono?

Abbiamo cominciato proprio dallo scorso anno a lavorare su una nuova strategia di employer branding in Bricocenter. Ricominciando, intanto, a tornare nelle università. Abbiamo intensificato la nostra presenza ai career day, alle job fair, e a riproporre ai giovani talenti il nostro marchio che è sì un marchio storico, ma che è anche un’azienda in grande trasformazione. Un’azienda dove l’innovazione oggi è molto importante. Per esempio siamo i primi nel mondo del retail ad aver dotato tutti i collaboratori di uno smartphone che permette oltre che di agevolare le attività quotidiane, di mantenere soprattutto una relazione costante, unica ed esclusiva con i clienti.

 

Chiudiamo allora con un consiglio a questi candidati. Ne hai uno solo a disposizione. Quale scegli?

Ai candidati direi di essere se stessi. Tuttavia di prepararsi. Non a come rispondere alle domande per come il selezionatore vorrebbe sentirsi rispondere, ma di prepararsi concentrandosi su come mettere in luce i loro punti di forza, le loro passioni, le loro ambizioni, le motivazioni che li spingono a proporsi per una determinata opportunità. Così da sfruttare a pieno il momento del colloquio.