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L’HR di domani? Come un minotauro. Tecnologia e relazioni umane saranno le due estremità della stessa funzione

I risultati del primo Customer Advisory Board di Monster Italia: alle imprese serve una “people (first) strategy”

L’HR di domani? Come un minotauro. Tecnologia e relazioni umane saranno le due estremità della stessa funzione

Cosa c’è da aspettarsi dal mondo HR di domani? Difficile liquidare il concetto in una definizione, ma senza dubbio un sistema ibrido, in cui uomo e tecnologia concorrono alla pari per la soddisfazione dei bisogni dell’impresa, nel quale la qualità dei rapporti umani costituirà il vero “capitale sociale” dell’azienda che verrà. Un sistema, insomma, che cesserà del tutto di ragionare in ottica di risorse umane e comincerà a farlo in termini di relazioni umane.

E’ questa, almeno, la sintesi alla quale si è arrivati al termine dei lavori del primo Customer Advisory Board organizzato a Milano da Monster Italia.

Oltre otto intense ore di condivisione, tra i principali players del mercato, per provare a scattare la fotografia più nitida degli attuali scenari; offrendo a titolo di esempio anomalie e criticità riscontrate, condividendo sintomi e anticipando in qualche caso risposte, fino a spingersi a prevedere possibili contesti futuri coi quali imprese e candidati saranno presto chiamati a confrontarsi.

A Monster il compito di tradurre questi spunti in soluzioni e sistemi innovativi che sappiano anticipare i bisogni delle une e prevenire le esigenze degli altri.

Una prima risposta è quella arrivata da Andrea Bertone, Presidente di Monster Europa, che ha aperto la giornata del primo CAB italiano condividendo le strategie, le traiettorie e i cardini sui quali poggia il futuro prossimo del colosso del digital recruiting.

Spunti preziosi anche quelli contenuti nell’intervento di Mariano Corso, professore ordinario al Politecnico di Milano. Il quale, numeri alla mano, ha chiarito come e perché qualsiasi futura strategia di attraction e retention aziendale non può – o almeno non dovrebbe – prescindere dallo sviluppo di una “People (first) Strategy” da parte dell’organizzazione.

A completare infine il quadro di una giornata ricca di elementi di riflessione, tanto lato imprese quanto candidati, gli interventi di Ruggero Rabaglia, HR Director Region Italy del Gruppo Barilla, sull’importanza strategica della partnership con Monster per intercettare e attrarre i talenti prima che si “schiudano”, ovvero quando siedono ancora tra i banchi delle università; di Andrea Camera, Direttore Human Capital Management del Gruppo Mondadori, sulla centralità di strumenti innovativi e ibridi come l’Hackathon e lo Storytelling, nell’ottica di un rafforzamento del proprio Employer Branding; di Marino D’Ascenzo, Talent Supply Manager di Fater, sul bisogno di un HR che ragioni come un dipartimento marketing; e infine di Noemi Montaruli, Responsabile Talent Acquisition, Recruitment & Candidate Experience in Ferrovie dello Stato Italiane. Anche lei, come gli oltre trenta partecipanti di questo primo Monster CAB Italia, pronta a scommettere che la sfida con la Generazione Z si vince soltanto tornando a mettere il talento al centro del processo aziendale. A servizio dell’innovazione.