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Quando il tifo entra in Azienda. Guida all’uso professionale dei Mondiali di calcio.

La Coppa del Mondo e quella opportunità d’oro per alleggerire lo spirito dei team e tirare un po’ il fiato al lavoro. Anche senza gli Azzurri.

Quando il tifo entra in Azienda. Guida all’uso professionale dei Mondiali di calcio.

Se all’Italia dello sport toccherà un turno di riposo, quella del lavoro difficilmente sciuperà l’occasione di godersi i prossimi mondiali di calcio. Poche altre manifestazioni, d’altronde, sanno federare le persone attorno a un’unica passione quanto una Coppa del Mondo. E se ci si riesce con interi popoli, figurarsi con quei microcosmi artificiali che sono le aziende.

Ecco perché, al netto dello sconforto dovuto all’assenza degli Azzurri, è il caso comunque di guardare a questi campionati del mondo in Russia per quello che effettivamente rappresentano: una straordinaria opportunità per alleggerire un poco lo spirito in ufficio, rinsaldare i team, e tirare appena il fiato da scadenze e progetti in vista dell’estate.

Con queste premesse, chiaro che il calcio diventi solo un pretesto. Ecco allora qualche suggerimento per non gettare al vento l’occasione offerta e arrivare preparati al fischio d’inizio del 14 giugno.

Creare un calendario personalizzato dei match trasmessi in azienda.

Doppio calendario alla mano – quello della FIFA, con date e orari degli incontri, e quello classico – la prima cosa da fare è stilare un elenco personalizzato dei match che saranno trasmessi in azienda. Chiaro che la scelta delle partite attorno alle quali unire i collaboratori varia, a seconda del personale, da azienda ad azienda. Da gruppo a gruppo. L’esclusione dell’Italia, e il dramma sportivo che ne è derivato, offre d’altro canto un bel vantaggio: poter scegliere cosa guardare. Quindi creare attorno all’appuntamento un richiamo che non abbia soltanto una matrice sportiva.

Individuare uno spazio idoneo in azienda per la trasmissione delle partite.

Una volta stabilito cosa, va chiarito subito dove. L’individuazione di uno spazio adeguato in azienda (fatta eccezione per quelle che di spazi attrezzati ne hanno più d’uno) è fondamentale. Scegliere un posto che consenta di “staccare” completamente con la propria mansione, che segni cioè anche fisicamente il passaggio a un’altra fase della giornata lavorativa, risulterà cruciale. La scelta di un ambiente terzo, neutro, in cui ritrovarsi tra colleghi, costituisce da solo già buona parte del DNA federativo che appuntamenti come i mondiali di calcio si portano in dote. Meglio ancora se l’ambiente individuato, vale anche una sala riunioni trasformata occasionalmente in piccola tribuna da stadio, non sia troppo a ridosso dell’ambiente professionale. Questo perché chi non vorrà essere coinvolto nell’iniziativa, e ce ne sarà legittimamente sempre qualcuno, non dovrà in nessun modo, neanche minimamente, subirla.

Pensare a degli appuntamenti “a tema” per i collaboratori.

Senza l’Italia, non ce lo nascondiamo, questi mondiali avranno da questa parte del Mediterraneo un gusto, diciamo così, meno intenso. Un’ipotesi potrebbe allora essere quella di colmare questo gap con l’altra grande passione tutta italiana, subito dopo il calcio: il cibo. In quest’ottica, scegliere oculatamente le partite da trasmettere potrebbe offrire opportunità, diciamo così, davvero ghiotte. Esempio: Spagna-Francia alle diciotto? Bene: partita e poi aperitivo a patanegra e camembert. Brasile-Giappone alle diciannove? Per chi si intrattiene, partita e fusion finger food. Potremmo andare avanti all’infinito. Si pensi solo ai colori delle divise delle nazionali di calcio e a quante infinite varianti di cocktail si potrebbero comporre, giocandoci un po’ su. Un modo, questo, per tirare nella mischia anche quei colleghi che, senza l’Italia, rischierebbero altrimenti di perdersi il gusto collaterale di un Campionato del Mondo.

E se questi appuntamenti fossero aperti anche ai clienti?

Chi l’ha detto che un buon team building non si faccia anche in presenza dei clienti? Sullo stesso principio delle partite “a tema” proposte per i collaboratori, aprire questi appuntamenti anche ai clienti potrebbe essere una buona occasione per unire l’utile (rafforzare lo spirito di squadra in azienda) all’ancora più utile (un’occasione di condivisione coi clienti al di fuori dei classici appuntamenti annuali). Contare sul supporto del team marketingancora una volta – potrebbe rivelarsi necessario. Oltre che molto saggio.

Certo, ci sarà sempre qualcuno che vedrà appuntamenti del genere come una seria minaccia alla produttività delle divisioni aziendali. E quindi guai, quindi, secondo loro, a “istituzionalizzarli” in questo modo. Beh, che si rilassino pure. Tra gli infiniti escamotage conosciuti per ritagliarsi una pausa fisiologica dal lavoro, nessun altro, in contropartita, offre i vantaggi tangibili di un Campionato del Mondo di calcio.