Tipo di lavoro

Appaltatore, Tempo pieno

Pubblicato

20 giorni fa

Descrizione

Cerchiamo profilo CHIMICO per CONFEZIONAMENTO :
- MISCELATURA,
- PESATURA,
- ETICHETTATURA,
- INSCATOLAMENTO

Il candidato deve avere precedente esperienza nel settore chimico come addetto al confezionamento.
Seguire l'intero processo dall'inserimento della materia prima seguendo ogni fase sino all'etichettatura e all'inscatolamento.

Si richiede disponibilità ad orario centrale
Richiesto diploma di perito chimico ma non è titolo vincolante ai fini della ricerca

Zona di lavoro: Bologna Est

Lavoropiù S.p.A. - Filiale di Ozzano Emilia -

bologna.ozzano@lavoropiu.it
Aut. Min. 1104 - SG del 26/11/2004.
Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91 e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.Ti chiediamo di prendere visione dell'informativa sulla privacy consultabile al link: www.lavoropiu.it/privacy e di inserire nel CV l'autorizzazione al trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del Regolamento UE n.679/2016 e della legislazione italiana vigente.Ti preghiamo di non inserire dati appartenenti a particolari categorie (dati che rivelino l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l'appartenenza sindacale, dati genetici, dati biometrici intesi ad identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all'orientamento sessuale - regolamento UE n. 679 del 2016).

Sull’azienda

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LAVOROPIU' S.P.A. AGENZIA PER IL LAVORO

MONSTER presenta Lavoropiù
di Valerio Sordilli

Saranno duecentocinquanta, trecento al massimo i passi che separano la stazione centrale di Bologna dal civico in cui siamo attesi. Li consumiamo un poco alla volta, al modo di certi vecchi col vizio del sigaro in veranda; lasciando che siano le suggestioni a dettare l’andatura dell’incontro. A stabilirne il ritmo.

Ecco, il ritmo. Si dice che a furia di assecondare quello che si respira loro intorno, alcune aziende finiscano col tempo per assomigliare in maniera spudorata alle città che le ospitano. Entrando in Lavoropiù, ci accorgiamo che nessuno, da queste parti, al riguardo, sembra ormai più avere dubbi. E in effetti, col passare del tempo qui dentro, senza che ci spieghino esattamente come o perché, anche noi, a poco a poco, finiamo per rendercene conto. Basta stringere le prime mani, rispondere d’istinto a qualche sorriso, scambiare poche impressioni con chi ci riceve e ci spiega brevemente come gira l’ingranaggio appollaiato sull’ultima lettera del nome di quest’azienda.

In brevissimo tempo, in quel nome troviamo rappresentati in forme e sembianze differenti continui rimandi culturali alla Bologna giovane, femminile, inclusiva e possibilista; le sovrapposizioni continue coi valori fondativi di questa terra; lo sport, e tanto; le passioni vecchie e quelle nuove; il lavoro come cultura e la cultura come lavoro; lo slancio innato verso ogni opportunità che arriva dall’esterno. Perfino certi strani segni sul muro ci sembrano metafore incredibili; simboli potenti e perfetti, capaci di raccontarci da soli qualcosa in più sulla natura di questo legame tra città e azienda. Tra Bologna e Lavoropiù.

Come quando ci accorgiamo delle impercettibili memorie lasciate sulle pareti dal terremoto emiliano del 2012 - piccoli affreschi sui soffitti altissimi del bel palazzo d’epoca che ospita solo una parte degli uffici direzionali della società - e ci leggiamo dentro altre memorie, altri momenti difficili: il 2009 e la peggiore crisi del mercato del lavoro. E viene perfino da sorridere, adesso, pensando al modo in cui, in entrambi i casi, i due protagonisti ne siano usciti indenni. A modo loro, comunque rafforzati.

Perché la storia di Lavoropiù, in fondo, ha il decorso ordinario di un’azienda come tante, ma una missione, quella sì, davvero fuori dal comune: riscrivere, in meglio, la vita delle persone.

Come possa anche solo essergli saltata alla mente una roba del genere quando l’hanno creata, è difficile a dirsi. Come pure complesso sarebbe stabilire, oggi, quale fosse, in quella promessa, il rapporto tra intuizione brillante e ambizioni fuori scala. Ma siccome la Storia, coi suoi fatti ostinati, racconta molto più e molto meglio di quanto non facciano le opinioni, tutto quello che c’è da fare è fermarsi un attimo e provare ad ascoltarla.

E così abbiamo fatto anche noi con Lavoropiù. Scoprendo che da circa un quarto di secolo questa “banca delle competenze” travestita da agenzia per il lavoro non smette di rinnovare quel patto: correggere in meglio le sorti di chi gli affida il proprio talento. E in un colpo solo, intanto, semplificare la vita delle imprese che di quel talento hanno bisogno.

Come ci si riesca, è quello che siamo venuti a capire di persona. Per provare a mettere un po’ di storia, e qualche nozione, tra ciò che è diventata oggi Lavoropiù e quel punto d’origine che data 1997. Tra la scommessa di pochi, insomma, e il lavoro di molti.

Il risultato è un racconto schietto, dettagliato, a tratti perfino intimo, di un’azienda portata a pensare in funzione degli altri, candidati e aziende, e di ciò che è meglio per loro. Di un gruppo che conta sulle competenze di circa 300 collaboratori, sparsi a diverso titolo nelle quasi 70 sedi del gruppo, presenti in sei regioni in Italia (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto e Toscana) e in due paesi all’estero (Brasile e Hong Kong). Di una comunità di professionisti che rinnova ogni giorno quella promessa lunga oltre vent’anni. E della voglia di saperla presto tradotta in altre lingue nel mondo.

Dimensioni azienda

Da 100 a 499 dipendenti

Fondata

1997