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Le tutele per gli apprendisti

Le tutele per gli apprendisti

Per tutelare gli apprendisti ed evitare che il contratto di apprendistato sia utilizzato in modo improprio da parte delle imprese, sono state introdotte negli ultimi anni crescenti misure a favore degli apprendisti, soprattutto per garantirne la stabilità. Vediamo le più importanti:

1) Dal 1° Gennaio 2013, l’impresa, in modo autonomo o attraverso un’agenzia per la somministrazione del lavoro, può assumere fino a 2 apprendisti ogni 3 dipendenti in forza. Es.: in un'azienda con 20 lavoratori specializzati o qualificati, il numero di apprendisti da poter impiegare sarà pari a 30. Una proporzione che cambia per quelle imprese che hanno meno di 10 lavoratori; in questo caso non si può superare il rapporto di 1:1 tra apprendisti e professionisti specializzati e qualificati, in un’ottica di equilibrio perfetto. Es.: se un'azienda ha 6 dipendenti assunti a tempo indeterminato, potrà assumere massimo 6 apprendisti. Le ditte individuali o le Aziende senza dipendenti, pur non avendo maestranze specializzate e qualificate, possono assumere al massimo tre apprendisti. Le realtà artigiane, invece, devono rispettare i limiti dimensionali previsti dalla legge quadro sull’artigianato, in particolare:

  • Imprese che non lavorano in serie: massimo 18 dipendenti compresi gli apprendisti che non devono superare le 9 unità. Il numero massimo dei dipendenti può arrivare a 22 a condizione che le unità in più siano apprendisti
  • Imprese che lavorano in serie con lavorazioni non del tutto automatizzate: massimo 9 dipendenti compresi gli apprendisti che non devono superare le 5 unità. Il numero massimo dei dipendenti può arrivare a 12 a condizione che le unità in più siano apprendisti
  • Imprese che lavorano nei settori della lavorazione artistica, tradizionale e dell’abbigliamento su misura: massimo 32 dipendenti compresi gli apprendisti che non devono superare le 16 unità. Il numero massimo dei dipendenti può arrivare a 40 a condizione che le unità in più siano apprendisti
  • Imprese edili: massimo 10 dipendenti compresi gli apprendisti che non devono superare le 5 unità. Il numero massimo dei dipendenti può arrivare a 14 a condizione che le unità in più siano apprendisti

2) Per tutelare l’apprendista, non è possibile assumerlo attraverso un contratto di somministrazione a termine attraverso un’agenzia per il lavoro, ma è possibile impiegare l’apprendista con un contratto a tempo indeterminato in somministrazione.

3) Per garantire un’efficace gestione del piano formativo individuale, ciascun tutor può affiancare non più di 5 apprendisti contemporaneamente.

4) Le garanzie retributive prevedono il divieto della retribuzione a cottimo e l’introduzione di limiti alla possibilità di inquadramento. Il lavoratore può infatti essere inquadrato fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica spettante, con una retribuzione percentualmente ridotta e gradualmente crescente con l’anzianità di servizio.

5) Gli apprendisti possono godere delle tutele previdenziali in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, malattia, invalidità e vecchiaia, maternità e assegno familiare.

6) In caso di interruzione del rapporto di lavoro per cause diverse dalle dimissioni o a seguito del recesso al termine del periodo formativo, il datore di lavoro è tenuto a farsi carico del contributo pari al 50% del trattamento mensile iniziale dell'ASPI (Assicurazione sociale per l’impiego), per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

7) Se non vengono rispettati gli obblighi formativi, il datore di lavoro dovrà pagare una sanzione economica, versando la differenza tra la contribuzione erogata e quella dovuta, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento.

Giada Baglietto
HR Consultant
www.fiorentemente.it


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