Quelle strane professioni che non esistono più: ecco come il mercato del lavoro ci insegna la trasversalità

Quelle strane professioni che non esistono più: ecco come il mercato del lavoro ci insegna la trasversalità

Il mercato del lavoro sta cambiando

di Valerio Sordilli, giornalista e Monster contributor

 

Il mercato del lavoro cambia con una tale rapidità che ogni anno, con l’affacciarsi sulla scena di alcune nuove professioni, altre spariscono così velocemente che sei lì che cerchi un’offerta di lavoro come suonatore di grammofono dal dentista e non ne trovi una neanche a pagarla oro.

Ed è persino peggio se malauguratamente la tua ambizione è sempre stata quella di diventare, da grande, uno “svegliatore” professionista. Bè, lascia perdere. Potrebbe andarti meglio, certo, se mai fossi orientato per un posto da spingitore di persone sui convogli della metro. Ma anche qui, ci si dovrebbe comunque preparare all’idea di una traversata transoceanica fino al Giappone, dove vivere di un mestiere che - per carità - resiste, ma non si può dire che non risenta pure lui degli acciacchi arrivati col progresso.

Già che ci siete, abbandonate anche l’ipotesi di trasferirvi a Londra in cerca di fortuna comepulitore del quadrante del Big Ben. E le vertigini non c’entrano, guardate. C’entra, semmai, la tecnologia. Cos’altro? Ah, sì. Vi sarete accorti da soli che il lattaio non lo fa più nessuno e che le scarpe, ormai, ce le si pulisce da soli, e a casa. Anche sul “lustrascarpe”, quindi, se siete d’accordo, tracceremmo una linea; confinando una volta e per tutte pure questo lavoro nel limbo di quelli che ormai non esistono più.

In una buffa galleria fotografica, tempo fa, ne ha raccolti alcuni Il Post, e sono più o meno quelli che vi abbiamo appena raccontato. Ma vale comunque la pena spendere del tempo su quelle immagini. E per due ragioni. La prima, perché può darsi che arrivati fin qui vi sia venuto genio di capire cosa ci sia dietro lavori del tipo “truccatore di cere da museo. E la seconda perché fa bene. E basta.

Mettere un piede nel mercato del lavoro non vuol dire soltanto sommare le proprie competenze a quelle - tante, e spesso troppo simili - che già esistono; significa infatti anche conoscere il movimento animale compiuto dall’umanità nel corso dei secoli, e provare a capirlo. A intuirne la logica (perché ce n’è sempre una, per quanto indecifrabile e bizzarra). E infine anche a stabilire se - e se sì in che modo - queste competenze possano avere una qualche minima evoluzione, non per forza a lungo termine. Perché il mercato del lavoro cambia con una rapidità tale che ti volti un attimo, e anche il posto da Social Media Manager che bramavi va a finire che non esiste già più.

Un attimo fa c’era, ma adesso vai a capire cosa sia diventato.

Dai uno sguardo a tutte le posizioni aperte in questo momento nell’ambito Social Media