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Tecnologia e professioni del futuro

Tecnologia e professioni del futuro

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In “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”, Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne, ricercatori della prestigiosa Oxford Martin School, hanno esaminato l’impatto che l’informatizzazione e l’automatizzazione stanno avendo sul mercato del lavoro. I due studiosi hanno analizzato 702 professioni, considerando le attività e competenze richieste per ciascun ruolo. E’ emerso che la maggior parte delle professioni di oggi siano destinate ad estinguersi sotto la spinta irrefrenabile e rapida della tecnologia. Tuttavia uno “zoccolo duro”, che non teme il confronto e non subirà un attacco da parte dell’avanzare dell’informatizzazione, c’è ed è rappresentato da tutte quelle professioni che non possono essere demandate ad una macchina a causa della loro forte connotazione creativa, emotiva e specialistica. Vediamo dunque quali sono alcune delle professioni ever green:

 

1.      Parrucchieri: non solo esperti di acconciature, ma anche consulenti a cui chiedere consigli per trovare il taglio e il colore perfetto. Un momento di relax che ci concediamo e che non sarebbe più tale se l’hair stylist fosse sostituito da un robot.

2.    Musicisti e cantanti: ma anche pittori, scultori, scrittori ed artisti in genere. Il mondo dell’arte non può prescindere dagli essere umani, perché è frutto del talento e delle peculiarità individuali.

3.    Stilisti: il gusto per il bello, l’ispirazione, la contaminazione fra generi e stili diversi, la ricerca del dettaglio, l’originalità, il nuovo e il vintage, la creazione di un look per ogni occasione. Impossibile delegare tutto questo a una macchina!

4.    Ingegneri: così come tutte le professioni tecniche altamente qualificate, il cui mix di conoscenze sarebbe molto difficile da trasmettere ad un robot.

5.     Maestre elementari: facile che una macchina possa replicare una lezione teorica, difficile che riesca a garantire anche quella componente affettiva e la comprensione necessaria per lo sviluppo educativo dei bambini.

6.    Avvocati: il rapporto professionale con il cliente e la capacità di “leggere” le carte per trovare risposte, cavilli e prove richiedono la destrezza e la capacità analitica di un professionista.

7.     Chirurghi: non è solo questione di esperienza, ma anche di precisione e rapidità nel prendere la decisione giusta quando le condizioni lo richiedono. Non siamo ancora pronti a fidarci completamente di una macchina quando la nostra vita è a rischio.

 

Nel prossimo futuro le innovazioni tecnologiche porteranno dunque i professionisti a scegliere lavori non suscettibili di informatizzazione, in cui sono richieste capacità creative e sociali. I risultati di questa ricerca dimostrano infatti che sono meno esposti all’informatizzazione sia i lavori generici, che richiedono la conoscenza di dimensioni cognitive ed emotive tipiche dell’uomo, sia le professioni specializzate, che prevedono lo sviluppo di nuove idee e manufatti. Non a caso le professioni che richiedono intelligenza sociale,  in ambiti diversi come business, sanità, istruzione e arte, e quelle ingegneristiche e scientifiche, che richiedono un alto livello di intelligenza creativa, sono le professioni che saranno colpite meno dall’innovazione tecnologica.

 

Fonte: The Future of Employment; IlSole24Ore

Giada Baglietto

HR Consultant

www.fiorentemente.it


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