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Le regole del “nuovo galateo” del lavoro

Le regole del “nuovo galateo” del lavoro

Le regole del “nuovo galateo” del lavoro

Il 2021 ha segnato ufficialmente l’inizio della fase cosiddetta “di convivenza col virus” (alias fase chissà). Difficile dire a cosa somiglierà il lavoro del futuro, ma una cosa è certa: la pandemia da Coronavirus non ha portato solo grane e contrattempi nella vita d’impresa. Un esempio per tutti? Le regole del “nuovo galateo” del lavoro.


Una volta entrati nella fase cosiddetta “di convivenza col virus” (alias fase chissà), molti si metteranno d’impegno a cercare di capire cosa ci avrà lasciato di buono questa pandemia da Coronavirus, oltre alle grane e ai contrattempi che sappiamo tutti.

Non solo contrattempi

Una lista di segnali incoraggianti che non soltanto promette di essere molto più consistente di quanto non si creda, ma che riguarda soprattutto temi con un impatto diretto sulla qualità della vita dei lavoratori.

Tre esempi per tutti. Primo: il ricorso massiccio allo smart working, finanche nella sua versione posticcia. Secondo: la digitalizzazione spinta dei processi aziendali, così spinta che molte organizzazioni hanno dovuto rivolgersi all’esterno per restare al passo.Terzo: una maggiore sensibilità delle aziende riguardo la salute e il benessere dei propri collaboratori

  • Ricorso allo smart working
  • Digitalizzazione spinta dei processi aziendali
  • Più sensibilità delle imprese riguardo la salute e il benessere dei dipendenti

Ma non finisce qui. Perché a corredo di queste piccole, grandi rivoluzioni innescate dalla pandemia, e di cui abbiamo già traccia, esiste un’altra vastissima gamma di opportunità ancora tutte da esplorare. 

Le regole del “nuovo galateo” del lavoro

Perché non provare a sfruttare la fertilità di questo momento per immaginarla perfino migliore, allora, la realtà post Coronavirus? Cominciando proprio dalle piccole cose. Tra restrizioni, social distancing e nuove abitudini che andranno consolidandosi, perché non considerare questo periodo come l’occasione che aspettavamo per riscoprire le buone maniere nel mondo del lavoro?

Da qui l’idea di un manualetto pratico a uso dell’HR perbene. Cinque semplici accorgimenti, da condividere coi colleghi in ufficio e quelli in smart working, per ristabilire un po’ d’ordine. Per ridare una “forma”, oltre che una sostanza, alle relazioni professionali.

Ecco la nostra proposta per alcune regole del “nuovo galateo” del lavoro.

  • Chiedere “permesso” prima di una call
  • Diritto alla disconnessione
  • Una nuova etichetta per le e-mail
  • Una diversa gestione degli spazi
  • Avere cura della sensibilità altrui

Chiedere “permesso” prima di una call

Pensate alla leggerezza con cui manager e colleghi, fin dal minuto uno della Fase Zero - quella del primo lockdown, per capirci - hanno gestito questa faccenda degli inviti alle video call. Bene: è il momento di darci un taglio. O almeno di ristabilire dei limiti di buonsenso. 

  • Le video call saranno una costante post Coronavirus
  • Gli studi dimostrano che i meeting virtuali stressano di più
  • Chiediamo al collega quante call ha già all’attivo

Le video call saranno di sicuro una costante della nostra vita post Coronavirus, perciò meglio fissare a monte le regole del gioco. Prima di invitare qualcuno a un meeting virtuale, accertiamoci in anticipo di avere la sua disponibilità a partecipare. 

Domandiamogli quante call ha già all’attivo. E prepariamoci a rimandare la nostra conversazione al giorno dopo. Diversi studi dimostrano quanto le videochiamate siano più faticose e stancanti dei meeting svolti di persona. Il vostro collega potrebbe essere in video dalla mattina. Siate comprensivi.

Diritto alla disconnessione

C’è chi l’ha già fatto, istituendo giornate (o porzioni di queste) completamente “Zoom free” (dal nome della piattaforma di videoconferenze più diffusa durante l’emergenza Covid-19). Altri, invece, come alcune imprese USA, hanno dato una botta al cerchio e una alla botte, introducendo il limite massimo di 45’ per ogni call

  • Istituire giornate “video call free”
  • Ridurre a 45’ il limite delle call
  • Garantire il diritto alla disconnessione

In entrambi i casi, l’obiettivo è semplice: garantire qualche minuto di diritto alla disconnessione ai professionisti in ufficio, e a maggior ragione a quelli in smart working. Permettere loro di avere tempo per “ossigenare” il cervello o di occuparsi delle attività individuali (gestione delle mail, lettura documenti, formazione personale, affaracci propri). 

Tutta roba che negli ultimi mesi è stata relegata il più delle volte nei minuti rubati tra la fine di una call e l’inizio di un’altra. Il giorno migliore per “Zoom day off”? Nessun dubbio: venerdì. Entrare dolcemente nel week end sarà un altro dei regali inattesi del post pandemia.

Una nuova etichetta per le e-mail

Da che esistono, sono una delle più rilevanti fonti di stress sul posto di lavoro. Figuriamoci ora che la quasi totalità della comunicazione professionale passa da lì. Ma se prima le e-mail erano per lo più un problema di merito, e a farci venire il sangue amaro era il loro contenuto, da qualche mese le critiche riguardano anche il metodo di invio. In particolare, stavolta, è l’orario a finire sotto accusa. 

  • Niente e-mail fuori dall’orario di lavoro
  • Niente risposte immediate
  • Tenere conto del fuso orario dei colleghi

Da quando il Coronavirus è entrato nelle nostre esistenze, una separazione netta tra vita personale e professionale è due volte più necessaria. Scrivere a capo e colleghi fuori dall’orario di lavoro non dovrebbe più essere tollerato. Non soltanto è scortese e scorretto sul piano personale, ma è un gesto che tende ad alimentare anche la peggiore cultura del lavoro possibile. Ovvero quella poggiata sull’idea che le persone con cui collaboriamo debbano essere disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E non chiedete (mai) risposte immediate a una vostra email: è la cosa più vicina al bullismo applicata al lavoro.

Una diversa gestione degli spazi

Nonostante gli sforzi, le aziende non potranno garantire smart working per tutti. Per questo ci sarà sempre qualcuno, in azienda, che l’ufficio dovrà continuare a usarlo. Insieme all’adozione delle misure di sicurezza previste dai protocolli governativi, è importante che le imprese si dotino pure di una disciplina interna per la gestione degli spazi condivisi. O almeno di quelli che sopravviveranno. 

  • Molti professionisti continueranno a frequentare l’ufficio
  • Adottare misure previste dai protocolli sanitari
  • Implementarle con accorgimenti calibrati sull’azienda

Non si tratta solo di pretendere il rispetto di regole scritte, ma riguarda anzi molto di più l’etica legata al riconoscimento dei nuovi limiti, all’utilità degli accorgimenti e delle restrizioni che questa pandemia ci ha imposto come comunità di professionisti, prima ancora che come individui. Un segnale di civiltà, che troverebbe nel mondo del lavoro per una volta il punto di partenza, e non quello di arrivo.

Avere cura della sensibilità altrui

Qui vale un po’ il ragionamento del paragrafo precedente, spostando però stavolta l’attenzione dal collettivo al singolo. Sì perché la vita in azienda dopo il Coronavirus sarà prima di tutto un esercizio intimo individuale. Un equilibrismo continuo tra ciò che era e ciò che non sarà più, tra ciò che si poteva fare prima e ciò che non sarà più concesso. Tutto cambierà, nella nostra concezione del lavoro in ufficio, compreso il rapporto coi colleghi.

  • Cambierà il rapporto coi colleghi
  • L’intelligenza emotiva avrà un ruolo chiave
  • Avere rispetto del rispetto degli altri

Scopriremo presto nuove forme di interazione, di condivisione, di scambio. In una parola: di socialità applicata al lavoro. In uno scenario del genere, l’intelligenza emotiva acquisirà un’importanza strategica. Perché ci sarà chi si troverà da subito a proprio agio con questo nuovo mondo, e chi invece avrà bisogno di più tempo per adattarsi. Dovremo imparare ad avere cura del rispetto degli altri per le regole che ci verranno imposte. E considerare la sensibilità altrui come la nostra nuova bussola.

 

 

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