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CV e Personal Branding: il connubio vincente per trovare lavoro

CV e Personal Branding: il connubio vincente per trovare lavoro

Costruirsi una buona web reputation per avere più chance lavorative

Hai letto decine di annunci di lavoro e speso buona parte del tuo tempo a scrivere il cv personale perfetto. Finalmente hai trovato l’occasione giusta per candidarti: la posizione descritta rispecchia appieno il tuo profilo. In un solo clic, invii la tua candidatura, fiducioso di essere chiamato presto per un colloquio. Pensi che sia finita qui e credi di aver già tentato il tutto possibile per farti notare? E invece no, perché da una recente indagine è emerso che più del 70% dei selezionatori in Italia, una volta letto il curriculum, apre una pagina di Google digitando il nome e cognome del candidato, per cercare altre informazioni. È il cosiddetto ego surfing, navigare nei meandri del web per trovare qualcosa che parli di noi. E cosa succede se quello che c’è di noi sul web è negativo o poco professionale o inesistente? Per tutelare e valorizzare la nostra reputazione online ed evitare che il selezionatore cestini la nostra candidatura, dobbiamo crearci una buona web reputation attraverso il buon senso e una corretta applicazione del principio di personal branding.

Personal branding: cosa vuol dire e come migliorarlo

Cosa vuol dire fare personal branding? Proviamo ad analizzare questa espressione: personal rimanda alla nostra individualità, branding al brand, ossia a quell’insieme di immagini, parole, logo e pay off che identificano il prodotto o servizio. A differenza del prodotto o servizio che rispecchiano le proprie caratteristiche intrinseche, il brand ci fa viaggiare su un livello superiore: ci parla di emozioni, sentimenti, valore, o meglio di promessa di valore. Il brand ci garantisce il valore e la qualità del prodotto.

I meccanismi di un brand particolarmente forte e come si relaziona ad un curriculum

E nel caso in cui si trattasse di un brand già “forte”? Supponiamo di essere in una città che non conosciamo e di chiedere a una ragazza/o l’indirizzo di un parrucchiere o barbiere. Ce ne sono tantissimi, ma noi andiamo da quello che ci viene segnalato, perché è quello di cui la ragazza/o ci parla bene, quello che ha una buona reputazione. Se ti stai chiedendo quale sia la connessione fra tutto questo e la tua candidatura, la risposta è semplice. Domande come, “Posso fidarmi? Perché dovrei comprare proprio quel prodotto o servizio?” sono le stesse che si pongono i selezionatori e i datori di lavoro in fase di selezione: “Posso fidarmi? Perché dovrei orientarmi proprio su quel candidato e avvalermi della sua professionalità?”. Così come, a parità di caratteristiche intrinseche, compro quel prodotto o servizio quando ha una buona reputazione, così, a parità di competenze tecniche, mi oriento su quel candidato che ha una buona reputazione e di cui si parla bene.

Fare personal branding vuol dire presentarci nel migliore dei modi, promuovere la nostra professionalità, affinché le persone parlino bene di noi, non solo grazie al nostro comportamento nella vita reale, ma anche attraverso quello che facciamo e diciamo nella realtà virtuale. La nostra identità digitale, infatti, deve restituire un’immagine che ci valorizzi e che sia positiva, in base alle tracce che lasciamo sui social network, community, forum, blog. Possiamo farlo attraverso azioni difensive e costruttive: le prime ci tutelano e ci proteggono da cattive impressioni o giudizi, le seconde invece ci vedono protagonisti attivi nella costruzione del nostro professional brand.

Trucchi e astuzie da social network in combinazione a un cv personale

Alzare il livello di privacy dei social network personali, creare delle liste ad hoc per amici, conoscenti e colleghi con i quali condividere determinati contenuti e post, non parlare male sui social del nostro attuale datore di lavoro, non cadere in provocazioni, rispondendo in maniera sgarbata, sono tutti esempi di azioni difensive che tutelano la nostra reputazione online. Ma il web rappresenta anche un grande mezzo, gratuito, democratico e globale, per agire e mettere in evidenza i nostri punti di forza e la nostra capacità di fare networking: fare rete attraverso i social, condividere contenuti, video, presentazioni legate al nostro lavoro, partecipare a gruppi di discussione professionali, creare un blog o un sito relativo alla nostra attività sono ottime iniziative per dare al nostro profilo quel quid in più e maggiore credibilità.

Non essere presenti online rappresenta oggi una strategia penalizzante, perché non ci permette di distinguerci e farci notare. In un mercato competitivo come quello odierno, fare rete e compiere azioni di personal branding è una scelta non solo opportuna, ma sempre più decisiva nella ricerca di un lavoro. È utile combinare un CV personale ben fatto, a una presenza web di qualità, in cui offriamo contenuti aggiuntivi rispetto a quelli del cv e/o testimonianze concrete della nostra professionalità e preparazione in un determinato campo. Bisogna quindi esserci ed esserci nel modo giusto!

Giada Baglietto
HR Consultant
www.fiorentemente.it


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