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Il curriculum è morto, viva il curriculum!

Il curriculum è morto, viva il curriculum!

Scopri alcuni esempi di curriculum vitae davvero originali

“Ma il curriculum serve ancora?”. Quante volte ve lo siete chiesto? E quante altre ve lo chiederete ancora, andando avanti di questo passo. Succede infatti ciclicamente, nel mondo della ricerca di lavoro, che a un certo punto qualcuno voglia convincerci della morte del CV. Vale a dire della sua inutilità. Oltre ai tanti esempi di curriculum che troverete in questo articolo, il fatto stesso di essere qui a parlarne dovrebbe bastare a capire come la pensiamo da queste parti. Dove siamo convinti che il CV non solo non sia mai morto, ma anzi goda pure di ottima salute.

Basti pensare, in fondo, a quanti esempi di curriculum vitae di successo ci sono passati sotto il naso nel corso degli ultimi anni:

  • il curriculum in formato cartaceo

  • il CV in veste digitale

  • il curriculum stampato sulle tavolette di cioccolato

  • il curriculum travestito da pagina Amazon

  • il CV mash-up di serie TV

  • il curriculum in stile “Super Mario Bros.”

Prima degli esempi di curriculum, capire cos’è diventato il CV
Certo, prima di tutto c’è da intendersi sui termini: che cosa diciamo, di preciso, quando diciamo CV? Perché è chiaro che se cercassimo negli attuali esempi di curriculum le tracce dello stesso strumento usato quarant’anni fa, anche noi saremmo costretti a considerarli due cose diverse. Quel primo CV non esiste più, è vero. Ma non esiste più poiché già rivive nel secondo: la sua versione evoluta.

Per il curriculum, infatti, vale lo stesso principio che vale per la televisione, e il gioco del calcio, e il modo in cui prepariamo da mangiare, e saltiamo con l’asta, e riscaldiamo casa. Come tutte queste cose, anche il CV è morto tante volte negli anni; ma è pure sempre risorto, poi, dalle sue ceneri. 

Nel corso delle epoche il CV ha cambiato ripetutamente forma, dimensione, contenuto, ogni tanto caratteri, qualche volta colore, perfino il gusto (sì, il gusto). Dovessimo sintetizzare al massimo la sua genesi, diremmo soprattutto che il CV si è molto alleggerito rispetto al passato. Si è fatto più rapido. Più intuitivo. Ha registrato più di un cambiamento nella gerarchia valoriale delle competenze, e infine ha retto il contraccolpo portato dall’alba della rivoluzione tecnologia. Morto ogni volta, certo, ma ogni volta rinato.

Come vendersi sul più vasto marketplace del mondo
Di esempi, di queste spettacolari resurrezioni del curriculum vitae, se ne trovano quanti ne volete in giro per il web. C’è quella di Philippe Dubost, per dire. Un web product manager diventato negli anni una specie di star della rete, perché ormai qualche annetto fa scelse di mettersi - letteralmente - in vendita. Dove? Sul più grande mercato globale, naturalmente: Amazon. La sua pagina prodotto, un fake di una normale pagina del gigante americano compilata come fosse un CV in piena regola (con tanto di scarpe da ginnastica e biglietti aerei a ricordarci l’importanza degli hobby nel novero delle attitudini personali), è ancora lì a mostrarci come tempi e strumenti possono pure cambiare, ma la validità del curriculum, la sua centralità nel processo di avvicinamento al lavoro, quella resta invariata.

Che sapore hanno le competenze nel curriculum?
Curioso è stato poi anche il caso di April Hansen, che ha cercato di attirare l’attenzione su di sé prendendo i recruiter per la gola. Nel senso letterale del termine. 

A questa giovane grafica newyorkese dobbiamo infatti le prime Adobe Suite Chocolate Bars: nient’altro che semplici barrette di cioccolato dalla forma quadrata; sulle cui confezioni, che richiamano il più celebre programma di grafica al mondo, al posto dei classici valori nutrizionali, sono state impresse tutte le informazioni necessarie al recruiter. Ma proprio tutte.

Cosa non deve mancare nel curriculum vitae
Una cosa è certa: esistono miliardi di esempi di curriculum vitae davvero efficaci, ma al di là dal tipo di CV scelto, è importante provare a comunicare queste informazioni al recruiter:

  • Informazioni personali

  • Esperienze professionali (se avute)

  • Istruzione e formazione

  • Competenze personali

  • Competenze relazionali

  • Competenze organizzative

  • Competenze tecniche

  • Altre capacità e competenze

  • Patenti

  • Conoscenze linguistiche

  • Ulteriori informazioni (se pertinenti)

Così la ricerca di lavoro diventa un gioco da... tavolo
Tra gli esempi di curriculum da tenere a mente prima di dare per spacciato il CV, è quello di Nicolas Garcia. Per portarsi a casa uno stage come grafico in una società di Amsterdam, questo ragazzo si è raccontato in un curriculum in formato Monopoli. Vale anche l’esempio di Ruben Delgado, con la sua idea piuttosto audace di CV-prosciutto (rimborsabile con un prosciutto “vero” in caso di contratto, si è sentito in dovere di chiarire). 

Quando col CV si raccoglie la sfida del recruiter
Notevolissima anche la trovata di Benoît Finck: per mettersi in mostra con i recruiter di un’agenzia di comunicazione specializzata in entertainment, questo ragazzo francese si è messo lì, di santa pazienza, e ha creato il suo CV assemblando una decina di spezzoni di film e serie TV - Game of Thrones; Narcos; House of Cards; Orange is the new Black - in modo che creassero un messaggio chiaro e coerente col suo profilo. Un mash-up che non dev’essere dispiaciuto al potenziale datore di lavoro, visto che con l’annuncio, anche lui, non è che ci fosse andato poi troppo leggero.

E alla fine arriva il genio. 
L’ultimo in ordine di tempo a dimostrarci quanto il curriculum goda ancora di ottima salute - e che di esempi di curriculum validi e originali ce ne sono eccome, basta scovarli -, è stato Alexis Massia. A questo ragazzo - uno sviluppatore web dalla smodata passione per i videogiochi - dobbiamo infatti il primo formato di curriculum interattivo liberamente (e magistralmente) ispirato a Super Mario Bros. Un videogioco in piena regola, ecco che cosa si è inventato Alexis. Nel quale, proprio alla maniera del celebre videogioco Nintendo, bisogna guidare il personaggio per conquistare tutte le competenze che compongono il profilo professionale di Alexis.

Un colpo di genio. Una furbata prodigiosa. O forse solo l’ennesima dimostrazione di come, nonostante chi insiste per dichiararlo inutile, il CV sta ancora lì, da decenni, immobile al suo posto nel processo di selezione.

Morto, è evidente, ancora una volta. Ma ancora una volta risorto.

 

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