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Come leggere un annuncio di lavoro

Come leggere un annuncio di lavoro

A determinare il successo - o l’insuccesso - di una candidatura a un annuncio di lavoro concorrono una tale quantità di fattori che provare a metterli tutti in fila sarebbe impossibile. E questo perché si tratta, il più delle volte, di ragioni che solo per metà sono oggettive (banali errori nel CV, mancanze o imprecisioni nella descrizione delle competenze, piccole o grandi incongruenze del percorso di studi), ma che per l’altra metà hanno radici del tutto discrezionali. Vale a dire connesse alla capacità di analisi e valutazione del recruiter; al suo sesto senso; alle corrispondenze che questi sarà - o non sarà - in grado di individuare tra le caratteristiche della posizione offerta e il profilo del candidato.

 

È fin troppo evidente, quindi, che almeno per la parte discrezionale il margine di intervento di chi risponde all’offerta di lavoro è ridotto al lumicino. L’unica possibilità, in questo senso, è quella di sperare che il CV finisca nelle mani di qualcuno che sappia cogliere il potenziale nascosto dietro le quattro righe del curriculum.

 

Chiarito questo aspetto, va detto tuttavia che il margine di intervento per ottimizzare la propria candidatura a un annuncio di lavoro resta piuttosto ampio. Il problema, se si può dire così, è che questo margine implica uno sforzo preliminare a carico del potenziale candidato. Sforzo che comincia con un’attenta lettura dell’offerta di lavoro

 

Tra gli errori più comuni commessi dai candidati, la leggerezza con cui spesso ci si avvicina a un annuncio di lavoro certamente guida la classifica.

 

Sono pochi, infatti, quelli che vanno in profondità quando si trovano davanti a una proposta professionale. Ovvero che si sforzano di capire quali esigenze si nascondano dietro l’elenco delle competenze richieste. Che provano a interpretare le aspettative nutrite dell’HR e dall’azienda. Che cercano, insomma, di comprendere quale genere di professionista quella proposta di lavoro stia realmente cercando di attirare. Leggere attentamente un annuncio di lavoro vuol dire proprio questo. E garantisce un vantaggio strategico importante. Anzi, importantissimo.

 

Proviamo allora a spiegare quali sono i due, tre elementi di un’offerta di lavoro da valutare con cautela prima di presentare la propria candidatura e aumentare le opportunità di attirare l’attenzione del recruiter.

 

Non fermarsi alle hard skills.

Eccola, la prima regola. E vista l’attenzione che il mercato del lavoro ultimamente pone sulle soft skill, vale la pena spiegarla bene. Il fatto è che recruiter e aziende, oggi, non cercano più sul mercato profili molto preparati (specie quando si tratta di posizioni junior), bensì di professionisti polifunzionali, vale a dire in grado di assicurare almeno una piccola dose di ciascuna delle abilità più richieste dal mercato nei prossimi anni. E siccome parliamo di pensiero trasversale, di attitudine al multitasking, e soprattutto di capacità di risoluzione dei problemi in contesti complessi, è chiaro che si entra dritti dritti nel campo delle soft skill e dell’intelligenza emotiva. Sostenere che nel prossimo futuro il vero patrimonio nelle mani dei candidati sarà la propria personalità, invece che la propria preparazione, non equivale a dire, però, che le competenze tecniche smetteranno di avere valore sul mercato. Solo si daranno sempre più per scontate (basti pensare, per esempio, al mondo dell’ICT). 

Quello che intendiamo è che, a competenze tecniche equivalenti tra più candidati, gli HR tenderanno a preferire profili in grado di mostrare, oltre alle proprie abilità, anche il tipo di professionista che gli sta dietro.

 

Evidenziare le parole chiave dell’annuncio e strutturare il CV in funzione di queste.

Com’è che recitava il proverbio? La soluzione, il più delle volte, si nasconde sotto gli occhi di chi cerca. Ecco, diciamo che vale anche per gli annunci di lavoro. Quando si legge un’offerta d’impiego, infatti, la cosa più utile da fare sarebbe trascrivere le parole chiave disseminate qui e là nel testo. Perché la soluzione per accrescere le opportunità di colpire nel segno, appunto, è già lì sotto gli occhi. D’accordo, bisognerebbe prima imparare a riconoscerle. Diciamo allora che sono quelle senza le quali l’annuncio non avrebbe senso. O, peggio, lo avrebbe, ma a quel punto diventerebbe l’ennesima copia di molti altri annunci di lavoro. Un rischio, questo, che molti recruiter vogliono evitare. E per farlo hanno imparato a selezionare con cura i termini tecnici legati alla mansione, al ruolo offerto e ad altri aspetti del profilo ricercato: individuarli tra le pieghe della posizione offerta, e strutturare il proprio curriculum in funzione di queste (su Monster.it, ad esempio, si possono caricare fino a un massimo di cinque CV) permette al candidato di valorizzare il proprio profilo mostrando immediatamente al recruiter quello che sta cercando.

 

Imparare a scegliere gli annunci “migliori”.

Leggere attentamente un annuncio di lavoro significa anche allenarsi per evitare di cadere in una delle “trappole” che il mercato del lavoro ha saputo disseminare nel corso del tempo. Nel caso delle offerte di lavoro riguarda la corrispondenza esatta tra ciò che è citato nell’annuncio e il profilo del candidato. Non è detto che il candidato “migliore” sia quello che marca più caselle tra le richieste inserite dall’azienda. Ergo non è detto che l’annuncio migliore sia quello che corrisponde meglio al profilo del candidato. Esistono fattori di un’offerta di lavoro che vanno esaminati con cura. Leggere attentamente un annuncio comporta anche una buona capacità di analisi sul tipo di azienda che c’è alle spalle. Scegliere l’annuncio migliore vuol dire scegliere quello che non si limita a dire ciò che ci si aspetta dal candidato in termini di competenze e quello che l’azienda è disposta a offrirgli in cambio, ma che racconta il contesto professionale in cui questi si inserisce, che approfondisce quanti più aspetti rilevanti sul ruolo da ricoprire, che apre all’opportunità di crescita, che pone l’accento sulla qualità della vita al lavoro di quel potenziale candidato. Migliore, insomma, non è l’annuncio che offre più opportunità di avere il posto, ma quello che garantisce la migliore esperienza una volta in azienda.

 
 

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