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Come combattere l'ansia da prestazione lavorativa

DD

Oggi più che mai il lavoro rappresenta una fonte di stress e ansia, perché si vive costantemente in una dimensione di precarietà: cambiamenti organizzativi, demansionamenti, trasferimenti, contratti a termine mettono a dura prova le nostre certezze e scelte di vita. A tutto questo poi si aggiungono elementi interni che possono influenzare i livelli di stress: la mancanza di flussi di comunicazione e di lavoro, una cattiva gestione della delega e delle responsabilità, la necessità di essere sempre più veloci per far fronte alla mancanza di risorse e di tempo, uno scarso spirito di squadra, la mancanza di ruoli e responsabilità ben definiti. 

Ciascuno di noi ha una propria soglia di sopportazione in risposta a situazioni di stress: minore è la capacità di resilienza, minore è la capacità di adattarsi alle condizioni ambientali, minimizzando il grado di stress. A soffrire di più di ansia da prestazione lavorativa sono soprattutto i business man “leader”, che si sentono appagati solo se ottengono prestigio, riconoscimenti e obiettivi altissimi, ma anche alcune donne e tutti i soggetti emotivamente più deboli, che somatizzano ansia e stress mettendo a dura prova la propria salute: insonnia con continui risvegli, difficoltà nell'addormentarsi e risveglio con la sensazione di non essersi riposati per nulla, difficoltà di concentrazione, facile irritabilità, tachicardia, attacchi di panico, manifestazioni somatiche come coliche o dermatiti sono i sintomi più comuni da stress da lavoro.

Come fare allora a tutelare la nostra salute prevendo a monte i rischi associati a questi disturbi? L’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro ha lanciato una campagna per sensibilizzare i cittadini sui rischi associati allo stress da lavoro correlato. L’obiettivo della campagna è coinvolgere non solo i lavoratori, ma anche i dirigenti e i datori di lavoro, perché solo con la collaborazione di tutti i soggetti è possibile garantire un buon ambiente di lavoro. Tanti i suggerimenti e gli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia Europea, tra cui il film "Napo in…Stress al lavoro!" - brevi episodi che hanno come protagonista Napo, un lavoratore alle prese con stress da lavoro, in cui vengono proposte soluzioni pratiche per migliorare la situazione.

Per reagire come insegna Napo allo stress da prestazione lavorativa, possiamo adottare fin da subito piccoli rimedi:

  • Pianificare: organizziamo un piano di lavoro, suddividendo i carichi in base ai giorni, e prepariamoci in anticipo rispetto alle scadenze;
  • Fiducia: riacquistiamo fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità;
  • Pause: ritagliamoci qualche piccola pausa durante la giornata, condividendo con i colleghi qualche sana risata;
  • Scelte: ricordiamoci sempre che non siamo succubi delle situazioni e che esiste sempre una via d'uscita;
  • Focus: non viviamo in funzione del lavoro, ma spostiamo la nostra attenzione su altre attività dedicandoci a hobby e interessi;
  • Relativizzare: ridimensioniamo le conseguenze negative degli eventi, imparando a considerare gli sbagli e le difficoltà come opportunità;
  • Passione: dimentichiamo la prestazione, abbandoniamo le aspettative e ricerchiamo invece il piacere del fare;
  • Controllo: abbandoniamo l’ipercontrollo e lo sforzo di  monitorare tutto, soprattutto ciò che per natura imprevedibile e che non dipende esclusivamente da noi.

Giada Baglietto

HR Consultant

www.fiorentemente.it

Fonte

https://www.healthy-workplaces.eu/it


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