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L'alternanza scuola-lavoro e il Curriculum delle competenze

Da una ricerca tra gli imprenditori iscritti ad Assolombarda è emersa, da un lato, l’inadeguatezza della preparazione scolastica per l’accesso al mondo del lavoro, dall’altro, si è evidenziato che:

  • Per il 74% delle aziende l’alternanza scuola-lavoro rappresenta uno strumento importante per avviare i diplomati verso una professione;
  • Per il 98,6 % delle aziende il tirocinio formativo rappresenta un’esperienza importante nel curriculum del giovane diplomato.

Sono numeri importanti, che sanciscono la necessità di un cambiamento nel sistema scolastico tradizionale, a volte ancora troppo ancorato ad un sapere nozionistico, e che vedono nell’alternanza scuola–lavoro e nel tirocinio formativo strumenti utili sia per sviluppare nei giovani competenze ed abilità spendibili nel mercato del lavoro, sia per superare il “gap” formativo tra mondo accademico e mondo del lavoro.

Il nuovo modello didattico di alternanza scuola-lavoro prevede la realizzazione di corsi di formazione all’interno del ciclo di studi, alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende, e garantisce un’esperienza sul campo, grazie alla quale i ragazzi sono in grado di apprendere concretamente gli strumenti utili del “mestiere”. Questo nuovo approccio alla didattica rappresenta, per i giovani, un’opportunità di crescita e di inserimento nel mercato del lavoro, e, per le aziende, un investimento strategico in capitale umano. Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, previsti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono attuati, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell'ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio.

Inoltre, grazie al Decreto legislativo della Buona Scuola, le singole scuole secondarie di secondo grado possono introdurre, nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa, insegnamenti opzionali ulteriori rispetto a quelli già previsti dai quadri per lo specifico grado, ordine e opzione di istruzione. Questo nuovo approccio didattico prevede il passaggio dall’apprendimento per discipline all’apprendimento per competenze, con la possibilità di costruire in modo flessibile l’impianto formativo, in funzione delle competenze da apprendere, e coniugando il piano della conoscenza teorica con la dimensione operativa.

Gli insegnamenti opzionali sono inseriti all’interno del curriculum delle competenze, uno strumento di facile fruizione, per individuare il profilo dello studente e raccogliere dati utili ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro. Nel curriculum, infatti, sono inseriti i dati relativi al percorso di studi, le competenze acquisite, le eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, le esperienze formative anche in alternanza scuola-lavoro, le attività culturali, sportive e di volontariato svolte in ambiente extrascolastico. Il nuovo biglietto da visita per il mondo del lavoro dei giovani e dei neodiplomati sarà dunque il curriculum delle competenze, in cui bisognerà far emergere il proprio peculiare percorso formativo e le abilità pratiche sviluppate durante il percorso di studi, tirocini formativi in azienda ed esperienze extrascolastiche/professionali.

Giada Baglietto
HR Consultant
www.fiorentemente.it

 

Fonti

www.assolombarda.it
www.cliclavoro.gov
www.istruzione.it


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