CGT - Caterpillar Chi siamo

Sito Web
Sede principale
Vercelli, Piemonte, Italia
Dimensioni
Da 500 a 999 dipendenti
Settore
Edilizia - Infrastrutture e impianti industriali
Fondata nel
1934

MONSTER presenta CGT 
di Valerio Sordilli

Esposta sul tavolino della sala d’attesa che annuncia l’ingresso negli uffici di presidenza, come un piccolo rebus disposto con cura all’ultimo dei tre piani del vivace quartier generale di Vimodrone, tra escavatori d’epoca ridotti a modellini e oggetti di design a testimoniare le origini di un particolare gusto per la qualità, la foto autografa dell’astronauta Luca Parmitano - omaggio del 2014 per gli ottant’anni del gruppo - è lì a consegnarti la lezione forse più preziosa su CGT- Compagnia Generale Trattori: la gravità è un’idea astratta nello spazio come nel sistema industriale italiano.

Pure dotati di una buona dose di immaginazione, non si riuscirebbe altrimenti a giustificare l’agio col quale una piccola impresa di Vercelli, specializzata dal 1934 nella commercializzazione di macchinari agricoli, possa da allora essersi mossa tra le epoche della Storia imprenditoriale di questo paese, aver superato agevolmente ostacoli non proprio da niente (c’è pur sempre stata una guerra mondiale nel frattempo), fino ad arrivare, quasi novant’anni dopo, ai vertici di un settore che sul radicamento al suolo misura la quota più rilevante dei suoi risultati.

Eppure in CGT, società principale del Gruppo Tesa, questo è esattamente ciò che è successo. Per questo gigante che oggi domina il mercato in maniera trasversale, offrendo soluzioni integrate per il settore estrattivo come per quello navale, per la generazione di energia come per le grandi opere, passando per le infrastrutture, l’oil&gas, il trattamento dei materiali, ma anche le costruzioni civili, quelle industriali e quelle stradali, tutto, infatti, è iniziato dal basso. Quando con le prime macchine Caterpillar arrivate dagli Stati Uniti, insieme alle zolle di terra, veniva ribaltato pure il modo di concepire la produzione agricola dell’Italia dell’epoca. Dev’essere da allora, insomma, e non da un solo istante prima, che in CGT la gravità ha acquisito un valore completamente diverso.

Ma se lo cerchi, questo rapporto con la gravità, non lo trovi nell’elenco dei valori che fa da fondamento a questa lunga storia imprenditoriale. Non c’è traccia, nella cultura aziendale di CGT, di questa relazione tra l’attaccamento al suolo dei suoi poderosi macchinari e la dinamicità del suo modello d’impresa. Agile e capace, nonostante anche il peso della storia che gli sta alle spalle, di una flessibilità ancora oggi prodigiosa. O almeno, tutto questo non è visibile a occhio nudo.

Allora capisci che va cercata altrove questa corrispondenza. In qualcosa che non vedi, che non è manifesta, ma che c’è. Deve esserci. Perché da 84 anni tiene in piedi un gruppo che dopo CGT ha saputo declinarsi in molte varianti (CLS; CGT Edilizia; CGT Trucks e Teknoxgroup, la consociata operante nell’area dei Balcani), e che nelle filiali del gruppo occupa direttamente qualcosa come oltre mille e cinquecento dipendenti.

Eccolo, allora, il nesso. E’ là, in ciò che scorre nelle vene di un collaboratore CGT. Il sangue giallo, come lo chiamano qui. Giallo CAT. Che oltre al colore, pare abbia pure una consistenza tutta sua. Più leggera. Più fluida. Quasi immateriale. Come se la gravità, o il peso del tempo, non lo riguardassero affatto.